Archive for June, 2007

A metà agosto

Da metà agosto sarà attivata l’ultima fase di scrittura: qui saranno pubblicati tutti gli script e le schede tecniche complete dei corti. Solo allora sapremo che Abitazioni è viva e sta bene.

Sviluppi

Durante la riunione tenutasi mercoledì 25 luglio, è stata fatta una prima riflessione e alcune scelte sui soggetti proposti. La prospettiva adottata è stata prima di tutto quella di mediazione tra idee da ritenersi tutte valide, tant’è vero che in alcuni casi i soggetti sono molto cambiati, dopo la discussione, rispetto alle intenzioni originali.Di seguito le indicazioni emerse durante la riunione, che aspettano le vostre conferme a distanza, e le preferenze espresse dai presenti. La rosa dei prescelti è un po’ più ampia del previsto, proprio per garantire anche se minimamente la possibilità di scelta anche degli assenti.

Miki, uno dei più gettonati in assoluto,  si fonderà con Dream Time Stories (a sua volta molto apprezzato, ma considerato un po’ avulso dal resto del lavoro da realizzare): tutto si svolgerà come indicato nel soggetto originale - tra l’altro valutato come di facile realizzazione da un punto di vista puramente cinematografico - escluso per la scena del racconto immaginario dei due ragazzi. Interverrà in quel momento il mito delle origini degli animali fantastici che popolano l’ambiente in cui i ragazzi si muovono senza vederlo, realizzato con tecnica di animazione che utilizzerà sì lo stile puntinato delle immagini aborigine, che potrà però essere interpretato anche come una ricomposizione in immagini del braille. Sarà quindi necessario avere a disposizione un animatore accanto al regista principale, e cercare quanto più possibile di non creare una cesura troppo netta tra riprese dal vero e animazione, che non deve risultare una parentesi tecnica, ma una parte funzionale al racconto da un punto di vista sia stilistico che narrativo. Se questi pochi minuti saranno molto impegnativi nella realizzazione, saremo controbilanciati dalla sostanziale semplicità delle riprese per un percorso casa-fermata d’autobus, e un dialogo a due fondamentalmente statico.

Altro corto ritenuto estremamente interessante da tutti i presenti è L’Ottava Lezione che, posto in chiusura della compilation (si è parlato addirittura di inframmezzarlo agli altri corti, ma fortunatamente il senso pratico è riapparso ad una dato momento sconsigliandoci di farlo), può trasformarsi nel contenitore di tutte le storie raccontate, riproponendo alcuni dei personaggi che appaiono negli altri corti, o alcuni degli spunti che non potranno essere realizzati in questa sede, come ad esempio Due soli. Il plot andrà sensibilmente semplificato, ma non epurato dei suoi contenuti emotivi e dei densi riferimenti culturali. Dovendo poi anche tener conto dei numerosi personaggi coinvolti, fare economia riciclando quelli già apparsi ha un senso pratico oltre che estetico.

Una certa parte di discussione è stata dedicata anche a Scontro di Civiltà, rispetto al quale tutti hanno espressa apprezzamento, anche se ci si è divisi in parte sull’interpretazione che se ne può dare. Qualcuno ha proposto di trasformarlo in un vero e proprio documentario sociale, da far girare intorno a Fontebranda e ai disagi vissuti in quella zona. Altri propendevano più per la fiction, che potesse mascherare e far emergere allo stesso tempo i confliti realmente esistenti in quella zona, senza dare vita ad un meccanismo di scontro diretto tra persone che già in scontro sono. Ovviamente la prima interpretazione prevede molto meno lavoro di sceneggiatura e in senso lato di preproduzione, e semplificherebbe una parte del lavoro, ma forse rischierebbe di diventare anche un discorso molto autoreferenziale e poco stimolante, col pericolo di produrre un documentario piuttosto classico. La seconda versione, invece, sarebbe più problematica nel coinvolgimento di diversi personaggi, e nell’individuazione della red haring che fa al caso nostro: si è parlato di un finto omicidio, invece che di un omicidio vero, o di un assassinio di oche vicino fontebranda…

Il passaggio è piaciuto tanto a tutti. Anche dal punto di vita realizzativo, basterebbero alcuni aggiustamenti di ripresa per rendere la dicotomia tra i mondi che l’uomo vive alternativamente: ad esempio colori molto saturi per il mondo diurno, e al contrario per il mondo notturno. Ovviamente, volendo considerare i motivi psicologici, bisognerà lavorare anche sul perchè l’uomo, nonostante tutto, torna nel mondo notturno. Una delle proposte avanzate è lasciare una certa ambiguità, e ad esempio far apparire degli elementi a colori estremamente saturi nel momento del suo stanco ritorno a casa. Anche questa realizzazione, almeno in fase di ripresa, non sembra contenere elementi di particolare difficoltà, tranne l’eventuale inserimento di questo accorgimento fotografico.

Molto apprezzato, ma anche un po’ più complesso, è La cupola: molto ben articolato e sviluppato già in fase embrionale, è un ritratto esatto di una certa vita - o forse sarebbe meglio dire atmosfera - senese, che si muove come dentro una finta palla di neve; se scuotiamo Siena troppo forte, vedremo cadere coriandoli e neve finta. A parte il rischio di linciaggio che correremo volentieri, i principali problemi sono: l’inserimento dell’effetto cupola (a detta di chi propone il soggetto basterebbe un filtro in postproduzione), e il reperimento dei costumi storici da far indossare a un certo numero, forse elevato per i nostri standard, di comparse. Una sartoria storica è stata nominata, bisognerà verificare la loro disponibilità.

Altro mix proposto è Il ritorno della creatura+Ad occhi alieni : il minispot sull’igiene personale e Vertov… curioso no? Sarebbe così: montaggio parallelo di due soggettive, una del percorso della creatura nei bottini, buio, chiuso, sotto, e la seconda della donna-madre, solare, arioso, e sopra. Tanto la creatura fa repulsione e orrore, tanto la donna crea attrazione e curiosità, con tutto il suo armamentario. Quando poi i due mondi si incontrano, parte la stupida gag. Sarebbe un buon pretesto per far vedere molti angoli di Siena, compresi i bottini, con ben poco impegno di persone e di sceneggiatura, essendo entrambi i soggetti sostanzialmente senza parole ma tutto immagini. L’unica cosa è pianificare con cura le riprese, per dare continuità in sede di montaggio, e cercare di visualizzare bene tanto la creatura che la donna (poichè immagino entrambi vestiti in modo alquanto particolare)

Infine, Ci P-rovinano, sembra che tutti vogliano poter urlare con rabbia per sfogare frustrazione e prese in giro. Anche qui, l’unico vero problema è la quantità di persone da far apparire, per il resto è un’idea efficace e di semplice realizzazione, metalinguistica quanto basta da far immedesimare tutti coloro che lavorano nella cultura e che inevitabilmente si sono trovati ad affrontare situazioni simili se non peggiori.

Così siamo a sette: altri due vanno eliminati senza pietà. Da questo momento in poi la scelta è a portata di mano, aspettiamo le considerazioni di tutti, dopodichè l’ultima parola sarà, inevitabilmente, dei registi.

Solo l’inizio

In questo spazio potrete cominciare a proporre i soggetti da vedere realizzati. Registratevi e inviate un commento a questo post (o agli altri in futuro) per delle osservazioni varie; oppure, se volete avviare una discussione su un soggetto originale, inviate un post sotto la categoria voluta, ad esempio SOGGETTI-Soggetto 1, e sarà pubblicato per intero dopo l’approvazione del moderatore .

Abitazioni comincia da qui. Buona fantasia a tutti!

Abitazioni

Un progetto di riconversione artistica

Abitare e abitudine: due parole che con la loro radice comune sottolineano come vivere un luogo significa sviluppare meccanismi certo confortevoli, spesso necessari, ma alle volte inconsapevolmente limitati. A partire dalla certezza che qualsiasi espressione artistica è frutto del luogo in cui viene prodotta, e ne porta indelebilmente i segni, quel che chiederemo di fare a un gruppo di giovani artisti sarà abitare Siena: per focalizzare routine che ad occhi stranieri possono sembrare eccentriche, per abitare una realtà per loro estranea, ma proprio per questo feconda, per integrare sguardi e pensieri che provengono da posti lontani. Per cambiare, anche solo in parte, l’immagine e la vita della e nella città.

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