Allora. Punto primo non so come si fa un post. Questo è il primo di miki, barbara me lo sposti che sono incapace?!!
Due: rieccomi. Sono contento che ognuno di voi che ha scritto ha un suo regista personale che lo segue. il mio è scomparso! Ma su questo non tergiverso, lo recupererò prima o poi. Tre: sto scrivendo la sceneggiatura del mio, e a quanto pare ognuno si scrive la sua. A me va bene, ci vado a nozze. Quattro: ho però bisogno di consigli, almeno quelli! Del tipo: mi sembra difficile trovare due ragazzi ddi 14 anni in età di maturazione che possano recitare. Nel caso si può pensare svilendo leggermente la storia a dei ragazzi 17enni, edi io già un’idea ce l’avrei più o meno sui tipi. Però in questo caso la sceneggiatura cambierà radicalmente. Voi che ne pensate? Cinque: quando si dovrebbe girare? No perchè dovrei un pò organizzarmi, sapete com’è! Ah, autopublicità: www.pentedattilofilmfestival.net
Ciao,
io
Ciao Emanuele. Felice di risentirti, davvero molto. E ti rispondo come posso. Punto primo: spostato. Punto secondo: anche io ho cercato Americo alcune volte, spero possa presto liberarsi degli impegni che lo hanno tenuto occupato in questo periodo, ma ho buona fiducia. Tre: mi fa piacere che tu stia scrivendo la sceneggiatura, e se ti trovi bene a lavorare in solitudine nessuno ti verrà a disturbare; se invece vuoi che qualcuno ti dia mano o consigli o partecipi alla scrittura, magari pubblicala, così che sia possibile a tutti vederla e contribuire. Quattro: consigli ne posso dare pochi, ma informazioni sì: stiamo pensando ad un casting generale da fare a giorni, in modo da poter trovare diversi attori, tra cui anche i tuoi protagonisti. Certo è che sarà più facile trovarli un po’ più grandi, probabilmente. Ma secondo me conviene scrivere quello che vogliamo, e solo in seconda battuta, evenutalmente, adattarlo alle età. Cinque: aspettavo di riuscire a sentire Americo per la decisione finale, ma credo sarà necessario spostare le riprese alle prime due settimane di ottobre, in modo da avere più tempo per lavorare con tranquillità. Credo tra l’altro che ti torni anche meglio per il festival, no? (A proposito, buon lavoro, lo so che faticherete!)
Sesto: come te la cavi con l’inglese??? C’è un animatore che secondo me è molto bravo, ed è anche entusiasta dell’idea di abitazioni, di venire in Italia e di lavorare sulla visualizzione delle fantasie di chi non può vedere… All’inizio avevo dei dubbi per via della lingua, e per il fatto che in pratica non capisce quello che scriviamo, ma vista la sua reazione, per me sarebbe perfetto. Si chiama Myron Campbell, e puoi vedere alcuni suoi lavori su www.notsosimpleton.com
Buone cose, buon lavoro.
B.
mi candido come attore.
Sei troppo vecchio per Miki. Mi servi come sceneggiatore (se ne sei ancora in grado!).
Io.
Ciao,
ieri mi è capitato di passare per la “Banca di Monteriggioni” a Siena Nord: nel parcheggio interno c’è un bassorilievo (non particolarmente bello…) con tutti gli animali delle contrade: magari può esservi utile…
Ciao,
Peppe.
Ok. Non è granchè. aiutatemi. Sopratutto per la parte centrale che non ho scritto. Miki chiama abitazioni.
Scena 1 – stanzetta – interno giorno
Una tipica stanzetta di un ragazzino. Armadio blu appoggiato al muro sulla sinistra della porta, scrivania dell’Ikea sulla destra della porta. Davanti all’armadio un letto arancione, sopra le lenzuole, in ordine, dei vestiti puliti e stirati: maglietta, Jeans, calze. Sono ordinati come a formare un omino sopra il letto, ognuno nella giusta posizione rispetto all’altro. A terra, in continuazione delle calze, un paio di Scarpe da tennis. Accanto al letto, un piccolo comodino con un radio. Sullo sfondo, davanti la porta oltre il letto, un balcone, le tapparelle sono aperte. I muri sono bianchi, nessun poster alle pareti.
Scena 2 – corridoio – interno giorno
Un ragazzino, occhi vispi, dita lunghe, muscoli magri e tesi, si asciuga con l’accappatoio indosso camminando con calma.
VOCE OFF
Miki, è pronto muoviti! Ti ho messo tutto sul letto, muoviti! Mi senti!
Miki con ancora più calma si dirige verso la sua stanzetta. Si ferma alla porta. Con la mano conta fino a tre. Al tre:
VOCE OFF
Miki mi devi rispondere! Non sono la tua serva io, hai capito!
MIKI
(gridando)
Ho capito, ho capito, sono pronto.
Scena 3 – stanzetta – interno giorno
Miki entra in stanza. Lascia scivolare l’accappatoio a terra. Si getta delicatamente sul letto, esattamente in posizione dei vestiti. Allunga una mano verso la radio senza guardarla, preme play. Si sente un pezzo metal.
VOCE OFF
Chiudi quella musica del demonio! Scendi! Eh non pestare i vesti come fai sempre! Che io non lavoro per te!
Scena 4 – scale – interno giorno
Miki vestito con lo zaino scende le scale. Negli ultimi tre scalini si appoggia allo scorrimanico e li salta tutti insieme
Scena 5 – cucina – interno giorno
Un enorme pastore tedesco assale Miki. Miki ride e lotta con lui. La madre prende il cane del collo e lo allontana.
MADRE
O si mangia o si gioca. E io ho fretta.
Miki si alza e fa una smorfia. La madre prende anche lui dal collo, lo porta al tavolo e lo fa sedere. Lei sta in piedi dietro di lui.
MADRE
Bevi il latte, poi fai quello che vuoi.
Miki beve in silenzio il latte. Da lontano il cane lo guarda con aria dubbiosa.
MADRE
Ti ho detto mille volte di non saltare le scale. Prima o poi ti fai male. E io giuro che ti lascio a terra con la testa rotta, magari te l’aggiusti una volta per tutti.
Miki finisce di bere il latte. La madre gli da la merendina Miki la mette in tasca.
MIKI
Dylan!
Il cane gli si avvicina saltellando, la madre lo prende di nuovo dal collo e lo allontana.
MADRE
Da oggi vai a scuola senza Dylan, l’hai detto tu ricordi?
MIKI
(sbuffa)
MADRE
Gli occhiali?
MIKI
Ce l’ho, mi da fastidio portarli davanti la gente lo sai. Ma a scuola giuro che li metto!
Scena 4 – esterno villetta di Miki – esterno giorno
La madre da un bacio a Miki. Lui si allontana. Arriva al marciapiede di fronte la casa, si ferma un po’ spaesato. Trottola un po’ su di se, poi si ferma. Si copre con tutte e due le mani il viso e comincia a contare ad alta voce. Ad ogni numero fa un passo in avanti.
MIKI
Uno, due, tre..
Scena 5 – lungo marciapiede – esterno giorno
Miki continua a contare ad alta voce con gli occhi coperti. La gente lo guarda dubbiosa, talvolta si scansa.
MIKI
100, 101, 102
Scena 6 – pensilina autobus- esterno giorno
Sul marciapiede c’è una pensilina. Seduto c’è un uomo grassoccio e sudato in giacca e cravatta.
MIKI
138, 139, 140.
Miki allunga una mano tenendo l’altra sopra il viso. A tastoni tocca e cinge il palo dell’autobus. Sorride. Prende con tutte e due le mani il palo, fa forza verso l’alto e torcendosi si catapulta verso la panchina accanto il palo, sedendosi in maniera quasi perfetta. L’uomo si scosta velocemente.
UOMO
Ragazzo, ma sei impazzito?
MIKI
No, sono un atleta!
UOMO
Sarei quello che vuoi, ma stavi cadendo.
MIKI
Il tredici è passato?
UOMO
No, lo aspetto anch’io.
Miki si abbandona nella panchina sbuffando.
Scena 6 b – pensilina dell’autobus – esterno giorno
Arriva un autobus nella pensilina di fronte. Scendono un po’ di persone, fra cui una bambina con degli occhialini neri. Una signora la aiuta ad attraversare la strada e a sedersi fra Miki e l’uomo. E’ evidentemente cieca. Miki si sposta sbuffando. La ragazzina, Margarita, capelli ricci biondi, gonnellina a fiori e canottiera, ringrazia con un sorriso la signora.
MARGARITA
Il sessantasei è arrivato?
UOMO
No
Miki
Come no? Se quello ancora non è arrivato il tredici passerà fra mezz’ora!
MARGARITA
Se devi andare a scuola è meglio o no?
MIKI
Si, perché non conosci quella rompipalle della preside. E mia madre, è Satana battezzato!
MARGARITA
Bè, io faccio sempre ritardo. Vengo da lontano sai?
Miki si siede per bene. Si volta verso Margarita.
MIKI
Dove?
MARGARITA
Da Colle
MIKI
Contadina!
MARGARITA
E tu che sei scusa?1
MIKI
Bè, io sono Miki.
MARGARITA
E io Margarita. E Devo prendere ben due autobus per arrivare qua! Uno l’ho già perso, e oggi farà un ritardo storico!
MIKI
Riesci a convivere con quell’odore di fieno, l’erba/
MARGARITA
Guarda che non siamo nell’ottocento! Da me è tutto moderno! Si in periferia è vero…
MIKI
A me per esempio non piace toccare i cavalli, così ruvidi/
MARGARITA
Non hai mai odorato la loro criniera. Sa di selvaggio, in città non c’è nulla di simile
MIKI
I barboni per strada non li hai mai odorati si vede!
MARGARITA
Ma ho odorato il pane qui e il nostro è più buono, il profumo, e poi puoi toccare i buchi fatti dalle dita dei fornai, così intensi e profondi.
MIKI
(sorride)
Hai, Hai un bel viso
Margarita fa per avvicinare le mani al volto di Miki, poi li ritira
MARGARITA
Anche tu hai, hai dei begli occhi
AIUTO DISPERATO PER LA PARTE CENTRALE. DOVE SI DOVREBBE ANIMARE. HELP!
Scena 001 – esterno giorno – pensilina di un autobus
Arriva il sessantasei.
UOMO
(seccato)
Sessantasei!
Margarita si alza. Si avvicina all’autobus che si ferma di fronte.
MIKI
(alzandosi in piedi)
Aspetta, dimmi dove vai a scuola, ti vengo a trovare!
Una ragazza scende dalle scalette, da la mano a Margarita e la fa salire su.
MARGARITA
No, è meglio di no. Se non hai ancora capito, significa che non potrai mai capire.
Scena 001 b – pensilina di un autobus – interno giorno
Miki si risiede nella pensilina, tristemente penserioso.
UOMO
Poverina
MIKI
Chi?
UOMO
Lei
MIKI
Perche?
UOMO
Non l’hai vista? E’ Cieca.
Scena 001 c – pensilina dell’autobus – interno giorno
Arriva il tredici.
UOMO
(alzandosi)
Finalmente!
Miki si alza con fatica, va verso l’autobus quasi trascinandosi. Sale sopra subito dopo l’uomo. Salendo inciampa e cade. L’uomo si ferma, si volta indietro e lo aiuta ad alzarsi.
UOMO
Scusa sono stato io?
MIKI
(prendendo un grosso paio di occhiali neri uguali a quelli di Margarita)
No, sono questi miei sfottuti occhi che non hanno voluto mai funzionare.
FINE